Perché succede
Quasi tutto quello che si legge sul sonno parla della sera: l’ordine dei passaggi, la luce,
il bagnetto, quanto tempo prima spegnere gli schermi. La sera conta, ma è l’ultimo passaggio di
una giornata intera, e da sola non può rimediare a quello che è successo prima. Come andrà la
notte comincia a decidersi molto presto, in quello che il corpo di tuo figlio ha ricevuto e non
ha ricevuto durante il giorno.
Un bambino non arriva al sonno pensando, ci arriva col corpo. E il corpo lo usa in un modo
solo, giocando. Giocando stimola attivamente i sensi che favoriscono il sonno, sente dove
finisce il suo corpo e dove comincia il mondo, si sente presente, e da lì può lasciarsi andare.
Tutti i bambini arrivano al sonno così. Quello che cambia, e cambia parecchio, è quali stimoli
gli servono.
Un Ricercatore ha bisogno di sentire il suo corpo attraverso il movimento
intenso, prima di potersi fermare: se durante la giornata non si è mosso abbastanza, la sera
fatica a lasciarsi andare. Un Evitante ha il bicchiere sensoriale piccolo e
cerca di tenere gli stimoli a distanza: sta bene con poche cose, sempre le stesse, e con
passaggi morbidi da una all’altra, e un gioco in più gli fa danno invece che bene. Un Percettivo ha anche lui un bicchiere piccolo, ma invece di difendersi viene
travolto: registra ogni variazione, il rumore in cucina, la luce diversa, e ha bisogno di
stimoli costanti e prevedibili su cui appoggiarsi. Un Distratto ha il bicchiere
grande e i segnali gli arrivano attutiti, compresi i suoi: non si accorge di essere stanco e poi
crolla di colpo, e ha bisogno di input decisi che gli facciano sentire il corpo.
Quattro bambini, la stessa giornata, quattro giochi diversi. Ecco perché quello che ha
funzionato con il figlio della tua amica sul tuo non ha avuto effetto: non era sbagliato, era
pensato per un altro sistema nervoso.
E c’è un’altra cosa che quasi nessuno dice, ed è il motivo per cui a volte il gioco sembra
peggiorare le cose. Il gioco non è un blocco solo: è un percorso in tre fasi. Prima
l’attivazione, in cui il corpo riceve gli stimoli di cui ha bisogno. Poi l’organizzazione, in
cui quegli stimoli trovano uno scopo, un compito, un movimento con un senso. Infine la calma,
in cui il corpo si ancora e sente i propri confini. Un gioco intenso alla sera non è un errore,
nemmeno mezz’ora prima della nanna: per un Ricercatore spesso è proprio quello che serve.
L’errore è fermarsi lì e portarlo a letto subito dopo, senza il passaggio che lo riporta alla
calma.
Il gioco giusto non stanca e non calma: dà al bambino la possibilità di soddisfare il suo
bisogno di stimoli sensoriali nel modo che per lui funziona di più. La routine della sera è solo
l’ultimo passaggio che lo accompagna al sonno. Ma se durante il giorno non ha ricevuto gli
stimoli giusti, avrai un bambino irrequieto, che si lamenta, che non si lascia appoggiare, e
l’addormentamento sarà molto molto difficile. E la notte pure.
Cosa puoi fare stasera
- Guarda l’orologio quando lo metti giù. Da quando è nel letto, addormentarsi richiede di solito fra i quindici e i venti minuti. Se crolla in cinque, quasi sempre vuol dire che era già troppo stanco, e allora il punto non è la sera: è arrivarci in un altro stato.
- Ripensa alla giornata, non all’orario. Prima di decidere cosa cambiare stasera, prova a ricordare cosa ha fatto il suo corpo oggi: quanto si è mosso, quanto è stato in braccio, quanto rumore e quante persone ha attraversato. Un pomeriggio fermo e un pomeriggio caotico ti portano alla stessa scena la sera, ma per ragioni opposte, e quello che serve nei due casi è diverso.
- Regalagli un gioco, dentro il tempo che passate già insieme. Non ti sto chiedendo di aggiungere un impegno a una giornata che è già piena. È la stessa mezz’ora sul tappeto, usata sapendo cosa gli stai dando: movimento se ha bisogno di sentirsi, pressione se ha bisogno di confini, meno cose intorno se ha bisogno di respirare.
- Se scegli un gioco intenso, non lasciarlo lì. Il movimento forte la sera va benissimo, anche poco prima della nanna. Quello che non deve mancare è quello che viene dopo: un massaggio con pressione decisa, un abbraccio stretto nell’asciugamano, un dondolio lento. È quel passaggio che trasforma la scarica in sonno, ed è quello che quasi sempre manca quando ti sembra che giocare lo ecciti e basta.
- Aggiungi prima di togliere. Qualunque cosa deciderai di cambiare, comincia mettendo qualcosa che lo aiuta, e solo dopo guarda cosa si può lasciare andare. Al contrario resta un vuoto, e il vuoto lui lo sente prima di te.
GratisLa routine della nanna
Come cambia la mezz’ora prima di dormire per ciascuno dei quattro profili. Due pagine: la prima ti fa riconoscere il suo.
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E il suo qual è?
La maggior parte dei bambini ha un profilo misto: due tendenze che convivono, e una che
prevale a seconda di com’è andata la giornata. Non è un’eccezione, è la norma, e non complica
niente. Parti da quella che vedi più spesso, e quando ti sembra che oggi sia l’altra, fidati di
quello che vedi.
Il quiz sensoriale completo, diviso per età, è dentro Finalmente Dorme. Da lì la libreria si
compone da sola sul suo profilo e sulla sua età, con le attività divise proprio nelle tre fasi
del circuito: quelle che attivano, quelle che organizzano, quelle che portano alla calma. Per
ognuna c’è cosa fare, perché funziona, cosa osservare e cosa provare se non va.
Se prima vuoi capire come funziona tutto l’impianto, qui c’è
l’Approccio C.A.R.E.®.
Quando le strategie non bastano
Un gioco letto qui e provato stasera può cambiare una sera, e certe volte basta. Quello
che non risolve è la domanda che torna ogni volta che qualcosa si muove: e adesso che ha
compiuto un anno, adesso che ha la febbre, adesso che siamo dai nonni, cosa gli serve? Lì non
serve un altro gioco: serve avere sottomano i giochi giusti per lui, per la sua età e per la
fase in cui sei, e poterli cambiare quando cambia lui.