Perché succede
Tutti, adulti compresi, ci svegliamo fra un ciclo di sonno e l’altro. La differenza è che
noi ci giriamo e ci riaddormentiamo senza accorgercene, perché sappiamo ricrearci da soli le
condizioni in cui eravamo. Un bambino piccolo no.
Quando si sveglia, il suo corpo fa un controllo rapidissimo: è tutto come quando mi sono
addormentato? Se la risposta è no, non c’è più il seno, il braccio, il movimento, la
presenza, il sistema nervoso interpreta la differenza come un segnale di allarme e lui si
sveglia del tutto.
Fin qui vale per tutti. Quello che cambia da un bambino all’altro è quanto quel controllo è severo, e quanto in fretta una differenza diventa un allarme. Dipende da come il suo sistema nervoso riceve gli stimoli, cioè dal suo profilo sensoriale.
Un Percettivo si sveglia perché ha registrato che il tuo braccio non c’è più, e certe volte anche solo perché nella stanza è cambiata la temperatura. Un Evitante si sveglia quando qualcosa nell’ordine delle cose è diverso da ieri sera. Un Ricercatore si sveglia perché il suo corpo chiede movimento e cerca chi gliene dava. Un Distratto dorme profondissimo e poi si sveglia di colpo, senza nessun segnale prima.
Quattro bambini, lo stesso risveglio, quattro cause diverse. Ecco perché la cosa che ha funzionato con il figlio della tua amica sul tuo non ha fatto niente: non era sbagliata, era pensata per un altro sistema nervoso.
E poi c’è la sua soglia. Il bicchiere sensoriale si riempie di rumore, luce, movimento, braccia che se lo passano, emozioni. Se alla sera è ancora pieno, il corpo resta in allerta anche mentre dorme, e ogni passaggio fra un ciclo e l’altro diventa più fragile. Quanto è grande quel bicchiere cambia da bambino a bambino: un Percettivo ce l’ha piccolo e si riempie in fretta, un Distratto ce l’ha enorme e certe volte non si accorge nemmeno di averlo pieno.
Cosa puoi fare stasera
- Cambia la cosa giusta per lui, non la più consigliata. Se è un Ricercatore, aggiungi scarico prima della routine, non calma. Se è un Percettivo o un Evitante, togli uno stimolo invece di aggiungerne uno nuovo. Se è un Distratto, dagli un segnale forte e sempre identico che annuncia la nanna.
- Guarda com’è stata la giornata, non che ora è. Un pomeriggio molto carico arriva fino alla notte: il corpo continua a smaltire anche mentre dorme, e i passaggi fra un ciclo e l’altro diventano più fragili.
- Cambia una cosa sola, la prima della sera. Se si addormenta al seno, prova a staccarlo mezzo addormentato ma ancora sveglio. Una volta. Non tutte le sere, non a tutti i risvegli.
- Al risveglio, non anticipare. Aspetta trenta secondi prima di intervenire: molti risvegli si richiudono da soli se non li interrompi con luce, voce o movimento.
- Guarda la tua tensione, non solo la sua. Se arrivi al risveglio già in allarme, il tuo corpo glielo comunica prima di qualunque tecnica.
GratisI primi trenta secondi di un risveglio, per profilo
Che cosa fare e che cosa non fare prima di intervenire, per ciascuno dei quattro profili. Due pagine: la prima ti fa riconoscere il suo.
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E il suo qual è?
La maggior parte dei bambini ha un profilo misto: due tendenze che convivono, e una che prevale a seconda di com’è andata la giornata. Non è un’eccezione, è la norma, e non complica niente: parti da quella che vedi più spesso.
Il quiz sensoriale completo, diviso per età, è dentro Finalmente Dorme: da lì la libreria si compone da sola sul suo profilo e sulla sua età, e la puoi filtrare per momento della giornata e per difficoltà.
Se prima vuoi capire come funziona tutto l’impianto, qui c’è l’Approccio C.A.R.E.®.
Quando le strategie non bastano
Le strategie sopra risolvono una parte dei casi. Quando i risvegli sono più di tre
per notte, vanno avanti da settimane, o si ripresentano ogni volta che c’è un dente o un
viaggio, non serve un’altra tecnica: serve capire il meccanismo, così da poterlo aggiustare
da sola ogni volta che la vita cambia.